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Felice Trojani

Biografia

 

Felice Trojani (Roma, 18 aprile 1897Rho, 3 novembre 1971) è stato un ingegnere italiano, progettista di dirigibili e di aeroplani.

Felice Trojani nasce a Roma, da Pietro Trojani e Maria Antoneitta Terinelli, il 18 Aprile del 1897. Pietro Trojani, già ufficiale dell'Esercito, è un impiegato statale; Maria Antonietta Terinelli è una insegnante. Tutto inizia il 24 maggio del 1908 quando, all'età di undici anni, Felice Trojani assistette, dalla sponda opposta del Tevere, al primo tentativo di volo di Léon Delagrange a Roma, nell'allora Campo di Marte (oggi, all'incirca, l'area del Flaminio). Il libro continua descrivendo la giovinezza a Roma, gli studi liceali al Liceo ginnasio Torquato Tasso, l'ingresso alla Scuola di Applicazione degli Ingegneri di San Pietro in Vincoli, a Roma, la chiamata alle armi come Aspirante nella grande guerra e la successiva prigionia in Germania.

L'esperienza del corso Aspiranti (chiamati sarcasticamente i "corsi di corsa") della cattura nella catastrofe di Caporetto e della successiva prigionia in Germania sono una importante testimonianza su come l'Italia affrontò la prima guerra mondiale. Al ritorno dalla prigionia, Felice Trojani riprese gli studi laureandosi in ingegneria e trovando impiego presso la CNA

Collaborò con Umberto Nobile e partecipò alla preparazione e alla spedizione del dirigibile dirigibile Italia al Polo Nord che andò perduto nel funesto volo del 1928 sulla banchisa polare. Trojani fu uno dei sopravvissuti al disastro e, insieme ai suoi compagni, venne tratto in salvo sul pack artico dopo 48 giorni trascorsi al riparo nel celebre accampamento della Tenda Rossa, da lui stesso progettata.

Trojani raccontò la propria vita nel suo libro La coda di Minosse dedicato alla sua passione per il volo. Per Trojanix. Viaggiò nel gennaio 1927 in Giappone al seguito di Umberto Nobile per il montaggio del dirigibile N-3, costruito nelle officine di Roma per la Marina Imperiale giapponese; in Giappone Umberto Nobile chiederà a Felice Trojani di collaborare all'allestimento della spedizione del dirigibile Norge al Polo Nord. Di Felice Trojani è il progetto dell'originale hangar di Kingsbay, privo di tetto per prevenire il sovraccarico da neve e ridurre i carichi dovuti ai forti venti.

Partecipò alla progettazione ed alla costruzione dell'Aeroporto del Littorio a Roma (oggi Aeroporto dell'Urbe). Venne nuovamente chiamato nel 1927 da Umberto Nobile, primo tra tutti i componenti dell'equipaggio, a contribuire all'allestimento ed a partecipare alla spedizione del dirigibile Italia, del quale collaborò alla progettazione ed al montaggio, al Polo Nord. Di Felice Trojani è il progetto della Tenda Rossa[4], nella quale i sopravvissuti alla caduta del dirigibile troveranno rifugio durante la permanenza sul pack. Dopo il ritorno in patria, e le asperrime polemiche seguite alla tragedia polare, seguì ancora una volta Umberto Nobile in Unione Sovietica, alla Dirižablestroj (Дирижаблестрой) di Dolgoprudnyj.

Al ritorno dall'Unione Sovietica, divenne direttore tecnico dell'Aeronautica Umbra S.A. (AUSA) di Foligno, dove progettò i velivoli AUSA AUT 18 e AUT 45[5]. Durante la seconda guerra mondiale, lavorò a Roma, come ingegnere dell'Impresa Castelli presso la Città del Vaticano.

Al termine della seconda guerra mondiale emigrò in Brasile, a São Paulo, dove aprì una industria di meccanica di precisione. Unico dei superstiti della spedizione del dirigibile Italia a non aver mai raccontato pubblicamente la propria versione, anche per il divieto (disatteso da tutti gli altri) posto ai partecipanti dalla Società geografica italiana quale finanziatrice della spedizione, venne contattato nel 1960 dallo psichiatra statunitense George Simmons, all'epoca alla ricerca di informazioni per il suo volume Target:Arctic[6], in cui analizza la psicologia dei partecipanti alla corsa al Polo Nord. Simmons convinse Felice Trojani a scrivere, finalmente, la sua versione, e a raccontare anche tutti i prodromi e le conseguenze sulla propria vita della partecipazione alla spedizione. La coda di Minosse divenne così il racconto di mezzo secolo di aeronautica in Italia, dai suoi albori sino alla seconda guerra mondiale.

La coda di Minosse meritò alla sua uscita le positive recensioni di Dino Buzzati sul Corriere della Sera e di Carlo Casalegno[7] su La Stampa, e guadagnò nel 1966 il Premio di Cultura della Presidenza del Consiglio.


Edit 20 I 2019
© Ascanio Trojani 2019